Errore
  • JUser: :_load: non è stato possibile caricare l'utente con ID: 43
Martedì, 25 Marzo 2014 01:03

San Nicola Vescovo

Scritto da

San nicola

 

San Nicola è uno dei santi più venerati ed amati al mondo. Egli è certamente una delle figure più grandi nel campo dell’agiografia. Tra il X e il XIII secolo non è facile trovare santi che possano reggere il confronto con lui quanto a universalità e vivacità di culto.
Ogni popolo lo ha fatto proprio, vedendolo sotto una luce diversa, pur conservandogli le caratteristiche fondamentali, prima fra tutte quella di difensore dei deboli e di coloro che subiscono ingiustizie. Egli è anche il protettore delle fanciulle che si avviano al matrimonio e dei marinai, mentre l’ancor più celebre suo patrocinio sui bambini è noto soprattutto in Occidente.
 

Lunedì, 24 Marzo 2014 22:04

Preghiera a San Nicola

Scritto da

 

Assisti il tuo popolo

Dio misericordioso,

e per l'intercessione

del vescovo San Nicola,

che veneriamo nostro

protettore,

salvaci da ogni pericolo nel

cammino

che conduce alla salvezza.

Per il nostro Signore Gesù

Cristo,

Tuo Figlio, che è Dio,

e vive e regna con Te,

nell'unità dello Spirito Santo,

per tutti i secoli dei secoli.

Domenica, 23 Marzo 2014 16:33

Gli "SPRDUS" a Radiocarina

Scritto da

Dal 23 marzo 2014 iniziano gli appuntamenti settimanali (4) dei "Gli Sprdus" che dalle ore 11 alle ore 13 terranno su RADIOCARINA con il programma "La politica di casa nostra" dove improbabili SINDACI di frazioni locali si sfidano in delle ipropabili tribune "socio-antropolopolitiche".

si possono fare domande ai "politici" in diretta tramite email; oppure telefonando al n.ro 0971/48.10.90 o inviando un Sms & Whatsapp 348/610.8003.

 

Sabato, 08 Marzo 2014 23:14

Benvenuti a San Nicola

Scritto da

Benvenuti a San Nicola

ProfileAd un'altitudine di circa 850 mt sul livello del mare si trova l'alto piano di San Nicola.

A Nord Ovest è sovrastata dal monte Carmine sede dell'omonimo Santuario dove si venera la madonna del carmine;
a Sud si trova l'altopiano di Branca.
 
San Nicola si trova al centro del confine di tre comuni:
 
 
 
 
 
É divisa in 6 Contrade dislocate nei tre comuni:
POTENZA:
San Nicola; Chiancali;
AVIGLIANO:
San Nicola; Ciccolecchia; Lazzi e Spilli; Limitone;
PIETRAGALLA:
Macchia Capraia/Chianizzi.
Mercoledì, 19 Marzo 2014 18:17

Statuto dell'Associazione San Nicola

Scritto da

STATUTO della Associazione

“SAN NICOLA”

 

ARTICOLO 1

È costituita una Associazione denominata “SAN NICOLA”.

 

 

 

ARTICOLO 2

L’associazione ha sede in Piano San Nicola – Potenza, ed opera nei territori delle frazioni San Nicola, Macchia Capraia, Chiangali, Limitone, Lazzi e Spilli, e Ciccolecchia.

Tuttavia l’attività potrà essere estesa a tutte le altre frazioni e comuni limitrofi.

ARTICOLO 3

L’associazione ha la durata di 99 anni dalla data di costituzione.

ARTICOLO 4

L’associazione non ha fini di lucro ed ha come scopo il promuovere, organizzare e gestire le seguenti attività:

-       Istituire e gestire corsi di studio a tutti i livelli organizzando servizi per università e scuole di ogni grado nonché corsi scolastici e prescolastici, seminari per docenti, studenti, lavoratori, ecc, principalmente volti a sviluppare una più ampia cultura di base nel campo umanistico, economico, storico, antropologico, etnico;

-       Svolgere corsi di aggiornamento culturale e professionale;

-       Organizzare gruppi di lavoro, a livello scientifico su problemi politici, economici, religiosi, educativi e culturali in genere;

-       Predisporre centri di documentazione, a servizio dei Soci e dei cittadini, nonché formare un efficiente servizio di pubblica lettura per tutti coloro che sono interessati ad attività di studi e ricerca;

-       Provvedere all’acquisto e alla distribuzione di pubblicazioni, libri, audiovisivi, materiale vario di interesse culturale a beneficio dei Soci;

-       Promuovere e curare direttamente o indirettamente la redazione e l’edizione di un giornalino locale, di programmi radiofonici e televisivi da diffondere anche con proprie emittenti;

-       Svolgere manifestazioni sia sportive che folcloristiche, convegni, dibattiti, mostre d’arte, seminari e ricerche di ogni tipo per il raggiungimento e la diffusione dei propri obbiettivi culturali;

-       Promuovere ed organizzare viaggi e soggiorni;

-       Organizzare un Comitato per gestire in collaborazione con la parrocchia la festività del Santo Patrono;

-       Garantire la gestione dell’ordinaria manutenzione dell’immobile adibito a Chiesa e di ogni altra struttura ad essa collegata situato nell’ambito di San Nicola;

-       Organizzare, gestire, anche con strutture collaterali, attività economiche-finanziarie utilia per il raggiungimento delle finalità dell’Associazione.

ARTICOLO 5

L’Associazione può aderire ad organizzazioni che abbiano analoghe finalità.

ARTICOLO 6

Il patrimonio della Associazione “San Nicola” è costituito:

-       Dalle quote sociali di iscrizione deliberate dal Comitato Esecutivo;

-       Dalle quote annuali stabilite periodicamente dal Comitato Esecutivo;

-       Da ogni bene mobile e immobile che diverrà di proprietà dell’Associazione, da eventuali fondi di riserva costituiti con le eccedenze di bilancio;

-       Da eventuali donazioni, erogazioni, lasciti, contributi e sovvenzioni di qualsiasi natura sia da privati che da enti e organizzazioni pubbliche.

ARTICOLO 7

Possono essere Soci dell’Associazione persone fisiche interessate, nonché enti di qualsiasi natura che svolgono attività analoga o connessa a quella propria, ovvero utili in qualsiasi modo agli scopi dell’Associazione. Tutte le cariche oppure gli incarichi svolti dai Soci sono a titolo onorifico o gratuito; gli incarichi danno diritto soltanto al rimborso spese approvato preventivamente.

ARTICOLO 8

Per essere ammesso a Socio bisogna presentare domanda al Comitato Esecutivo e versare la quota di iscrizione deliberata di anno in anno dal Comitato Esecutivo.

Sull’ammissione a Socio il Comitato Esecutivo delibera con la maggioranza di almeno i due terzi dei componenti.

Le decisioni del Comitato Esecutivo sono inappellabili e non necessitano di motivazione.

ARTICOLO 9

Può essere escluso il Socio che commette azioni pregiudizievoli agli scopi o al patrimonio dell’Associazione.

Il Comitato Esecutivo decide sulla esclusione del Socio con le stesse modalità indicate per l’ammissione.

ARTICOLO 10

Il Socio escluso o recedente non ha diritto al rimborso della quota pagata.

ARTICOLO 11

Sono organi dell’Associazione:

-       L’assemblea dei Soci;

-       Il Comitato Esecutivo;

-       Il Presidente dell’Associazione;

-       Il Presidente Onorario.

ARTICOLO 12

 

Le assemblee sono validamente costituite in prima convocazione quando sono presenti almeno due terzi dei Soci.

Le assemblee di seconda convocazione deliberano validamente qualunque sia il numero dei Soci intervenuti.

Sono approvate le proposte col voto favorevole della maggioranza dei presenti.

Per la nomina del Comitato Esecutivo basta la maggioranza relativa dei voti dei presenti.

È invece richiesta la presenza e il voto favorevole di tutti i Soci per modificare lo Statuto dell’Associazione, e la presenza e il voto favorevole dei quattro quinti dei Soci per Sciogliere l’associazione e nominare i liquidatori.

ARTICOLO 13

Non sono ammessi voti per corrispondenza. Le deleghe sono ammesse soltanto tra Soci e con un massimo di tre per Socio.

ARTICOLO 14

Le deliberazioni prese a maggioranza sono vincolanti anche per la minoranza, salvo il diritto di recesso dei singoli Soci.

ARTICOLO 15

L’assemblea è presieduta dal Presidente del Comitato Esecutivo e in caso di sua assenza o impedimento da persona da questi delegata.

ARTICOLO 16

L’Associazione è retta da un Comitato Esecutivo cha l’amministrazione ordinaria e straordinaria. Il Comitato esecutivo è composto da un numero di menri variabile da 15 (quindici) a 20 (venti) secondo la determinazione dell’assemblea all’atto della nomina, scelti sempre tra i soci.

La procedura per la nomina del Comitato Esecutivo verrà stabilita da un apposito regolamento interno.

Il Comitato Esecutivo dura in carica cinque anni, I membri del Comitato Esecutivo sono rieleggibili.

Il Comitato Esecutivo elegge tra i suoi membri un Presidente che rappresenta legalmente l’Associazione di fronte a terzi e in giudizio nonché davanti a tutte le autorità amministrative e giudiziarie ed ha l’uso della firma sociale.

Il Presidente può conferire sia a Soci che a terzi procure speciali o ad negotia per determinati atti o categorie di atti, dopo l’approvazione del Comitato Esecutivo.

Il Comitato Esecutivo può eleggere inoltre un Presidente Onorario anche tra i non Soci.

Il Presidente due in carica cinque anni ed è rieleggibile.

ARTICOLO 17

L’Associazione chiude l’esercizio sociale al 31 dicembre di ogni anno, data in cui devono essere redatti l’inventario e il bilancio annuale.

ARTICOLO 18

Il Comitato Esecutivo avrà la facoltà di emettere un Regolamento per l’attività dell’Associazione, ovvero più regolamenti per i singoli settori di attività.

Del pari il Comitato Esecutivo potrà nominare anche tra non Soci Comitati scientifici anche per singole discipline.

ARTICOLO 19

L’assemblea dei Soci, qualora lo ritenga opportuno, potrà nominare un Collegio di tre Revisori dei Conti che durerà in carica quanto il Comitato Esecutivo. Al Collegio spetterà la vigilanza contabile ed amministrativa sulla conduzione.

ARTICOLO 20

Lo scioglimento dell’Associazione è deliberato dall’Assemblea con le maggioranze previste dell’art.12 del presente statuto; L’assemblea delibererà in ordine alla devoluzione del patrimonio e provvederà alla nomina di uno o più liquidatori.

ARTICOLO 21

Per quanto non previsto nel presente Statuto valgono le norme di legge in materia.

Lunedì, 17 Marzo 2014 02:09

SAN NICOLA (di BARI)

Scritto da

Nota disambigua.svg Disambiguazione – "San Nicola" rimanda qui. Se stai cercando altri significati, vedi San Nicola (disambigua).

« Esso parlava ancor de la larghezza
che fece Niccolò alle pulcelle,
per condurre ad onor lor giovinezza. »

(Dante, Purgatorio XX, 31-33)
San Nicola di Bari
Nikola from 1294.jpg

Vescovo di Mira, difensore dell'ortodossia

Nascita 15 marzo 270, Pàtara di Licia
Morte 6 dicembre 343, Myra
Venerato da Tutte le Chiese che ammettono il culto dei santi
Santuario principale Basilica nicolaiana di Bari
Ricorrenza 6 dicembre; localmente anche 8 maggio
Attributi pastorale, mitra, barba, tre sfere d'oro in mano, barile da cui sbucano tre bambini.
Patrono di Grecia, Russia, Puglia, Bari, Berlino, Lecco, Mentana, Savignano Irpino, Sirolo, Sassari, Cividate al Piano, Mesoraca marinai, bambine e in generale di chiunque si trovi in circostanze sfavorevoli; vedi elenco nel testo

San Nicola di Bari, noto anche come san Nicola di Myra, san Nicola dei Lorenesi, san Nicola Magno, san Niccolò e san Nicolò (Patara di Licia, 15 marzo 270Myra, 6 dicembre 343), è venerato come santo dalla Chiesa cattolica, dalla Chiesa ortodossa e da diverse altre confessioni cristiane, fu vescovo greco di Myra (oggi Demre), una città situata in Licia, una provincia dell'Impero bizantino, che si trova nell'attuale Turchia.

La sua figura ha dato origine alla tradizione di Babbo Natale, personaggio noto anche al di fuori del mondo cristiano.

Le sue reliquie sono conservate a Bari e Venezia, sebbene la collocazione barese sia assai più nota e celebrata. Alcune tracce di resti sono conservate in altre località italiane ed estere.[1]

Biografia

Affresco medievale raffigurante san Nicola dalla Chiesa di Bojana, presso Sofia (Bulgaria)

Nacque probabilmente a Pàtara di Licia, tra il 261 e il 280, da Epifanio e Giovanna che erano greci cristiani e benestanti. Cresciuto in un ambiente di fede cristiana, perse, secondo le fonti più diffuse, prematuramente i genitori a causa della peste. Divenne così erede di un ricco patrimonio che distribuì tra i poveri e perciò ricordato come grande benefattore.

In seguito lasciò la sua città natale e si trasferì a Myra dove venne ordinato sacerdote. Alla morte del vescovo metropolita di Myra, venne acclamato dal popolo come nuovo vescovo. Imprigionato ed esiliato nel 305 durante la persecuzione di Diocleziano, fu poi liberato da Costantino nel 313 e riprese l'attività apostolica.

Non è certo che sia stato uno dei 318 partecipanti al Concilio di Nicea del 325: secondo la tradizione, comunque, durante il concilio avrebbe condannato duramente l'Arianesimo, difendendo l'ortodossia, e in un momento d'impeto avrebbe preso a schiaffi Ario. Gli scritti di Andrea di Creta e di Giovanni Damasceno confermerebbero la sua fede radicata nei principi dell'ortodossia cattolica. Ottenne dei rifornimenti durante una carestia a Myra e la riduzione delle imposte dall'Imperatore.

Morì a Myra il 6 dicembre, presumibilmente dell'anno 343, forse nel monastero di Sion.

Culto

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Chiese dedicate a San Nicola di Bari.
La tomba originale di San Nicola nella basilica di Myra

Il culto si diffuse dapprima in Asia Minore (nel VI secolo 25 chiese a Costantinopoli erano a lui dedicate), con pellegrinaggi alla sua tomba, posta fuori dell'abitato di Myra. Numerosi scritti in greco e in latino ne fecero progressivamente diffondere la venerazione verso il mondo bizantino-slavo e in Occidente, a partire da Roma e dal Meridione d'Italia, allora soggetto a Bisanzio.

San Nicola è così diventato già nel Medioevo uno dei santi più popolari del cristianesimo e protagonista di molte leggende riguardanti miracoli a favore di poveri e defraudati.
Si narra che Nicola, venuto a conoscenza di un ricco uomo decaduto che voleva avviare le sue tre figlie alla prostituzione perché non poteva farle maritare decorosamente, abbia preso una buona quantità di denaro, lo abbia avvolto in un panno e, di notte, l'abbia gettato nella casa dell'uomo in tre notti consecutive, in modo che le tre figlie avessero la dote per il matrimonio.
Un'altra leggenda narra che Nicola, già vescovo, resuscitò tre bambini che un macellaio malvagio aveva ucciso e messo sotto sale per venderne la carne.
Per questi episodi san Nicola è ritenuto un santo benefattore e protettore, specialmente dei bambini.

La Chiesa cattolica lo ricorda il 6 dicembre come memoria facoltativa nel calendario romano generale; in Italia dal 2017 la celebrazione è invece una memoria obbligatoria.[2] Localmente il santo è ricordato anche il 8 maggio.

Le reliquie

Le reliquie di San Nicola sono state rimosse dalla sede originaria a Myra nel corso di due distinte traslazioni.

La traslazione delle reliquie a Bari

La cripta di San Nicola di Bari

Le reliquie di Nicola erano conservate nella cattedrale di Myra fino al 1087. Quando Myra cadde in mano musulmana, Bari e Venezia, che erano dirette rivali nei traffici marittimi con l'Oriente, entrarono in competizione per il trasferimento in Occidente delle reliquie del santo. Una spedizione barese di 62 marinai, tra i quali i sacerdoti Lupo e Grimoldo, partita con tre navi di proprietà degli armatori Dottula, raggiunse Myra e si impadronì di circa metà dello scheletro di Nicola, che giunse a Bari il 8 maggio 1087.

Secondo la leggenda, le reliquie furono depositate là dove i buoi che trainavano il carico dalla barca si fermarono[3]. Alcune colonne del tempio, poi, seguirono la nave dei marinai baresi fino a Bari. Si trattava in realtà della chiesa dei benedettini (oggi chiesa di San Michele Arcangelo) sotto la custodia dell'abate Elia, che in seguito sarebbe diventato vescovo di Bari. L'abate promosse tuttavia l'edificazione di una nuova chiesa dedicata al santo, che fu consacrata due anni dopo da Papa Urbano II in occasione della definitiva collocazione delle reliquie sotto l'altare della cripta. Da allora san Nicola divenne compatrono di Bari assieme a San Sabino e le date del 6 dicembre (giorno della morte del santo) e 8 maggio (giorno dell'arrivo delle reliquie) furono dichiarate festive per la città. Il santo era anche presente, fino al XIX secolo, sullo stemma della città tramite un cimiero.

Non tutte le reliquie vennero prelevate dai baresi, che si appropriarono solo dei frammenti ossei di maggiori dimensioni. Il resto (circa la metà dello scheletro) fu lasciato sul posto, e dette origine alla successiva traslazione "veneziana".[4]

La traslazione delle reliquie residue a Venezia

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa di San Nicolò al Lido.

I Veneziani non si erano rassegnati all'incursione dei Baresi e nel 1099-1100, durante la prima crociata, approdarono a Myra[5], dove fu loro indicato il sepolcro vuoto dal quale i baresi avevano prelevato le ossa. Tuttavia qualcuno rammentò di aver visto celebrare le cerimonie più importanti, non sull'altare maggiore, ma in un ambiente secondario. Fu in tale ambiente che i veneziani rinvennero una gran quantità di minuti frammenti ossei che i baresi non avevano potuto prelevare. Questi vennero trasportati nell'abbazia di San Nicolò del Lido.

San Nicolò venne quindi proclamato protettore della flotta della Serenissima e la chiesa divenne un importante luogo di culto. San Nicolò era infatti venerato come protettore dei marinai, non a caso la chiesa era collocata sul Porto del Lido, dove finiva la laguna e cominciava il mare aperto. A San Nicolò del Lido terminava l'annuale rito dello sposalizio del Mare.

Una ricognizione effettuata il 17 settembre del 1992, ad opera del prof. Luigi Martino, docente di anatomia umana e norma all'Università di Bari, ha appurato che le reliquie sono effettivamente divise fra le due città: Bari possiede i frammenti ossei di maggiori dimensioni, mentre Venezia i frammenti più minuti (circa la metà dello scheletro),[4][6][7] e che questi ultimi sono "complementari con le ossa conservate a Bari".[6]

Altre località

  • Rimini:

Nel gennaio 2003 la Chiesa cattolica di Rimini, d'intesa con il Pontificio Consiglio per la promozione dell'unità dei cristiani, faceva dono di un frammento dell'òmero sinistro di San Nicola alla Diocesi Greco-Ortodossa di Dimitriade (la greca Volos), che ne aveva inoltrato richiesta[8]. Secondo la tradizione, l'òmero di San Nicola giunse a Rimini in modo piuttosto rocambolesco nella seconda metà del XII secolo. Protagonista della vicenda sarebbe stato un vescovo tedesco, che aveva trafugato la reliquia a Bari. Nel 1177, papa Alessandro III si fermò a Rimini venendo da Venezia; il pontefice volle sottoporre la reliquia alla prova del fuoco per accertarsi della sua originalità: "le fiamme non la bruciarono, anzi, emanarono un profumo intenso". San Nicola fu proclamato co-patrono di Rimini nel 1633. Il primo indizio sull'autenticità della tradizione è l'assenza, fra le reliquie baresi, proprio dell'òmero sinistro. La prova definitiva che si tratta della parte mancante a quanto dello scheletro è venerato Bari, è giunta dalla ricognizione anatomica e lo studio antropometrico (di Luigi Martino) e dalla ricognizione antropologica (di Fiorenzo Facchini), effettuate in occasione della donazione del 2003. La reliquia riminese è custodita nella nuova Chiesa di San Nicolò al Porto, nella cosiddetta Sala Celestina dai Padri Celestini, cui appartenne l'edificio dal XIV al XVIII secolo. La chiesa medievale fu praticamente rasa al suolo durante la seconda guerra mondiale; sopravvissero solo il campanile e la Sala Celestina; in entrambi, ma soprattutto nella seconda, sono visibili affreschi della scuola riminese del Trecento.

  • in Lorena (Francia):
Basilica (interno) di Saint-Nicolas-de-Port
Basilica di Saint-Nicolas-de-Port

Dopo l'arrivo in Lorena nel 1087 di una reliquia del santo, la mano destra alzata in segno di benedizione (falange della mano destra), riportata da Bari dal signore Aubert di Varangéville, il villaggio di Port, un possesso del signor di Varangéville, diventa Saint-Nicolas-de-Port e dispone a partire dal 1093 di una prima chiesa dedicata al santo patrono della Lorena, San Nicola dei Lorenesi.

Il miracolo

«Intorno al 1230, il cavaliere di Lorena Cunon de Réchicourt, al seguito dell'imperatore Federico II di Svevia, è fatto prigioniero durante la sesta crociata. Avrebbe pregato il 5 dicembre 1240 San Nicola prima di addormentarsi nella sua cella. La mattina, si sarebbe svegliato ancora attaccato, sui gradini della chiesa di Saint-Nicolas-de-Port, le catene gli caddero da sé durante l'ufficio che ha poi seguito.»

Da allora, ogni anno il sabato prima della festa di San Nicola, si celebra una processione in memoria del famoso "miracolo".

Nel 1429, prima di lasciare il suo paese per salvare la Francia, Giovanna d'Arco andò a visitare la tomba del santo a Saint-Nicolas-de-Port.

Alla fine del XV secolo per ringraziare san Nicola per avere salvato il Ducato di Lorena contro il duca di Borgogna Carlo il Temerario (morto durante la battaglia di Nancy il 5 gennaio 1477), il duca di Lorena Renato II ricostruisce la chiesa della città di Saint-Nicolas-de-Port. Una volta iniziati i lavori, nel 1481 essa diventerà una maestosa basilica di stile gotico fiammeggiante quasi grande come Notre-Dame di Parigi. Nel 1622 il duca Enrico II di Lorena ottiene dal Papa Gregorio XV (153-1623) l'erezione di una chiesa per i suoi sudditi che vivono a Roma. Questa bella chiesa barocca si trova vicino a Piazza Navona; è naturalmente dedicata al santo patrono della nazione lorenese e si chiama Chiesa di San Nicola dei Lorenesi. Più generalmente, in ogni città o villaggio in Lorena il 5 o 6 dicembre si tiene una processione in onore di San Nicola.

San Nicola visita le case la notte tra il 5 e il 6 dicembre, spesso accompagnato dal suo asino e regala dolci e caramelle ai bambini che cantano il famoso “lamento di San Nicola”. Nella parte di lingua tedesca della Lorena, San Nicola (Sankt Nikolaus) è accompagnato tradizionalmente dal suo assistente Rüpelz o Ruprecht (equivalente spauracchio).

Iconografia

Il suo emblema è il bastone pastorale (simbolo del vescovato) e tre sacchetti di monete (o anche tre palle d'oro) queste in relazione alla leggenda della dote concessa alle tre fanciulle. Nello stemma di Collescipoli (Terni) è rappresentato a cavallo con un fanciullo alle sue spalle. Negli affreschi dell'Abbazia di Novalesa (XI secolo), tra i primi conosciuti in occidente[9], porta il pastorale e indossa una casula blu e una raffinata stola a motivi geometrici. Tradizionalmente viene quindi rappresentato vestito da vescovo con mitra e pastorale. L'attuale rappresentazione in abito rosso bordato di bianco origina dal poema A Visit from St. Nicholas del 1821 di Clement C. Moore, che lo descrisse come un signore allegro e paffutello, contribuendo alla diffusione della figura mitica, folkloristica, di Babbo Natale.

Nella Chiesa ortodossa russa san Nicola è spesso la terza icona insieme a Cristo e a Maria col Bambino nell'iconostasi delle chiese.

Patronati

Il santo oggi è patrono di marinai, pescatori, farmacisti, profumieri, bottai, bambini, ragazze da marito, scolari, avvocati, prostitute, nonché delle vittime di errori giudiziari.

È patrono inoltre dei mercanti e commercianti[10].

Località sotto il patronato di San Nicola

chiesa San Nicola di Munster (Lorena)

San Nicola è patrono di numerose località in Europa, tra le quali:

San Nicola probabilmente è il santo che vanta il maggior numero di patronati in Italia; è il protettore di numerose località italiane, tra le quali i seguenti 272 comuni:

Il culto in Italia

In Italia il culto di san Nicola è radicato nelle regioni meridionali e in quelle settentrionali. Per questo motivo, anche se nella Chiesa cattolica la sua memoria liturgica è facoltativa, in Italia è stata resa obbligatoria a partire dal 2017.[2]

Il culto del santo nel Mezzogiorno: a Bari, oltre che il 6 dicembre, il santo è festeggiato dal 7 al 9 maggio, nella ricorrenza della traslazione delle ossa da Myra, quando un lungo corteo storico ripercorre gli eventi del 1086 e la statua del santo è condotta in processione su una barca e poi lasciata in piazza per il culto pubblico. In questa occasione, la città è raggiunta da numerosi pellegrini, provenienti tanto dalle altre regioni italiane (Abruzzo e Calabria, soprattutto) quanto dalla Russia e dagli altri Paesi ortodossi.

Statua di san Nicola custodita nella concattedrale di Palmi, di cui è patrono

Ad Albaneto di Leonessa (RI) vi è nel giorno della festa di San Nicola (6 dicembre) la distribuzione del pane benedetto.

A Cansano (AQ) san Nicola i festeggia due volte l'anno, il 26 giugno e il 6 dicembre, e, anche qui, per l'occasione, si distribuisce il cosiddetto "pane".

A Capitignano (AQ), la festività religiosa si mescola al culto pagano dei morti. Il 6 dicembre decine di bambini bussano alle porte delle abitazioni per chiedere "il pane di San Nicola", nel dialetto locale "le cacchiette de Santu Nicola", pronunciando la frase "Sia benedetta l'anima dei morti". La famiglia che ha spalancato loro la porta della propria casa, risponde con l'espressione "Dio lo faccia", mettendosi in tal modo in contatto sovrannaturale con i propri defunti.

A Castelpoto (Bn), si conserva un imponente scultura lignea policromata di san Nicola datata 1687, è costruita con legno di pero e fu benedetta dal Cardinale Orsini, futuro Papa Benedetto XIII, all'epoca Arcivescovo di Benevento. Il simulacro è molto pesante, non viene mai portato in processione se non per qualche ricorrenza speciale, e proviene dall'antica chiesa del paese distrutta col terremoto del 1688. Nel 1992 il simulacro di san Nicola fu restaurato e ne riemersero gli antichi colori originali che tuttora si possono ammirare. La devozione a san Nicola a Castelpoto è attestata intorno alla fine del X secolo. Infatti il culto del Santo a Benevento e nel Sannio era già diffuso prima della traslazione delle sue reliquie a Bari. Per questo la Parrocchia di Castelpoto porta ancora il nome di san Nicola da Myra. Papa Innocenzo XII nel 1698 e Papa Clemente XI nel 1717 diedero e rinnovarono l'indulgenza plenaria ai fedeli che visitano la chiesa di Castelpoto nel giorno di san Nicola. I festeggiamenti in suo onore sono organizzati dai giovani dell'Oratorio Padre Isaia Columbro della stessa Parrocchia: la sera del 6 dicembre, prima della Messa solenne, si snoda una fiaccolata che va dalla chiesa fino alla piazza principale del paese, mentre al termine della Messa, secondo la tradizione, si recita la preghiera di affidamento del paese al Santo Patrono, si benedicono i bambini, Babbo Natale porta loro i regali, si benedicono i fedeli con la manna del Santo, si distribuiscono le pagnotte di san Nicola e infine si svolge sul tetto della chiesa uno spettacolo di fuochi pirotecnici con un magnifico incendio delle quattro nicchie del campanile. L'antica campana maggiore della chiesa presenta l'effigie di san Nicola.

A Forino (AV), la statua di San Nicola è custodita nella chiesa della frazione Castello. Ogni anno l'ultimo giovedì di luglio (o il primo giovedì di agosto quando l'ultimo giovedì di luglio coincide con la festa di Sant'Anna della frazione Celzi) la statua viene portata nella chiesa dedicata a Santo Stefano a Forino. Il santo viene accolto in paese con falò che lo accompagnano lungo il percorso. Due domeniche dopo viene fatta la processione per le vie del paese per poi ritornare a Castello l'ultima domenica del settembre. Il 6 dicembre da Castello,come da tradizione, una carrozza trainata da un cavallo porta Babbo Natale per le vie del paese a distribuire caramelle ai bambini.

A Gallo di Comiziano (NA) la festa del 6 dicembre è preceduta dai falò, attorno ai quali si balla e si intonano canti della tradizione.

Anche a Gesualdo (AV) san Nicola viene festeggiato il 6 dicembre, con la recita dell'atto di affidamento della città al santo.

A Lettomanoppello (PE) i festeggiamenti sono ad ottobre, in ricordo del salvataggio del paese dalle incursioni saracene quando gli abitanti, che imploravano la protezione del santo circondandone la statua esposta al culto sul sagrato della chiesa, apparvero agli invasori come un numeroso esercito e li misero così in fuga.

San Nicola di Myra è venerato come patrono anche nell'eparchia di Lungro, di rito bizantino: nel paese di Lungro i tre giorni antecedenti il 6 dicembre sono contraddistinti dall'accensione dei falò, dalla distribuzione del pane benedetto e dalla processione della statua del santo. La tradizionale distribuzione del pane è presente anche a Cerzeto (CS), dove la festa patronale è il 9 maggio, ricorrenza della traslazione, mentre il 6 dicembre si tiene una fiera. La tradizione di Cardinale (CZ) vuole che durante lo spostamento di una statua del santo, i buoi che ne trainavano il carro furono impediti dal proseguire oltre: l'evento fu interpretato come la predilezione di san Nicola per quel paese.[11]

A Stefanaconi viene venerato nella chiesa matrice eretta in suo onore dopo il terremoto del 1905 egli infatti è il patrono del paese, la statua viene portata in processione il 6 dicembre nei giorni prima la festa è preceduta dalla novena.

A Vastogirardi (IS) i festeggiamenti vengono celebrati il 6 dicembre e il 3 luglio, il giorno dopo la rappresentazione Il volo dell'angelo.

San Nicola è anche considerato santo patrono della Lorena, della città di Amsterdam e della Russia[12] (in Siberia, tra le tribù dei Nenci convertite al cristianesimo l'antico Dio dei padri è stato sostituito dalla figura di San Nicola, da loro chiamato Mikkulai, oggetto di profonda venerazione).

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Babbo Natale.
San Nicolò distribuisce doni ai bambini accompagnato da angeli e dai Krampus

La tradizione di San Nicola che porta regali ai bambini in Italia è festeggiata anche a Bari, Molfetta, Trieste e Bolzano, in Friuli e in Alto Adige, nel Bellunese e nella Sinistra Piave, sotto il nome di San Nicolò.

Nelle località dell'Arco Alpino (Svizzera, Austria, Alto Adige) San Nicolò è solitamente accompagnato da un personaggio chiamato Krampus (Knecht Ruprecht nelle località più settentrionali) una sorta di diavolo a cui si attribuisce il ruolo di rapitore di bambini. San Nicola è molto popolare anche in altri paesi Europei (Paesi Bassi, Francia, Belgio, Austria, Svizzera, Germania, Estonia e Repubblica Ceca).

Nei Paesi Bassi, in Belgio e in Lussemburgo, Sinterklaas (Kleeschen in lussemburghese) viene festeggiato due settimane prima del 5 dicembre, data in cui distribuisce i doni (il suo compleanno risulta essere il 6 dicembre). Il culto di san Nicola fu portato a Nuova Amsterdam (New York) dai coloni olandesi (è infatti il protettore della città di Amsterdam), sotto il nome di Sinterklaas, dando successivamente origine al mito nordamericano di Santa Claus, che in Italia è quindi diventato Babbo Natale.

Sinterklaas appare come personaggio in numerose storie a fumetti Disney di produzione olandese.[13]

Note

  1. ^ http://www.rri.ro/arh-art.shtml?lang=8&sec=136&art=82322
  2. ^ a b Lettera del Card. Bagnasco ai membri della Conferenza Episcopale Italiana, 9 novembre 2016.
  3. ^ Per questa ragione una coppia di buoi è rappresentata nelle statue ai lati del portale maggiore della Basilica di San Nicola.
  4. ^ a b S. Nicola: la Grande Avventura, su web.tiscali.it. URL consultato il 14 ottobre 2017.
  5. ^ Ci sono ossa di san Nicola anche a Venezia?
  6. ^ a b St. Nicholas Center ::: Relics in the Lido of Venice?, su www.stnicholascenter.org. URL consultato il 14 ottobre 2017.
  7. ^ Prof. Luigi Martino Homepage, su web.tiscali.it. URL consultato il 14 ottobre 2017.
  8. ^ http://www.issrmarvelli.it/wp-content/uploads/2011/04/san-nicola.pdf
  9. ^ S. Uggè, Fragmenta Novaliciensia: Abbazia di Novalesa Il museo archeologico, Soprintendenza per i Beni Archeologici del Piemonte e del Museo Antichità Egizie - Provincia di Torino - Centro Culturale Diocesano di Susa, Edizioni d'arte Marconi, Genova 2012, pp. 28-29
  10. ^ Anche per questo la sua effigie figura nello stemma della Camera di Commercio di Bari.
  11. ^ Domenico Mammome, La terra di Cardinale
  12. ^ San Nicola patrono, parrocchiasannicolo.net. URL consultato il 6 gennaio 2008.
  13. ^ Sinterklaas, in INDUCKS.

Bibliografia

  • Enzo Minio, La festa di San Nicola a Ribera, Comune di Ribera, 1997, ISBN non esistente.
  • Sebastiano Rizza, Il Santo venuto dal mare, http://digilander.libero.it/sicilia.cultura/ilsantovenutodalmare.pdf
  • Raffaela Tortorelli, Le fonti agiografiche su santa Marina di Antiochia e san Nicola di Myra ed il culto dei due santi nel mezzogiorno d'Italia in Spolia. Journal of medieval studies

Voci correlate

Altri progetti

Collegamenti esterni

Controllo di autorità VIAF: (EN172332216 · LCCN: (ENn50053594 · GND: (DE12918814X · BNF: (FRcb11961190d (data) · ULAN: (EN500353854 · CERL: cnp00533901

Pagina 3 di 3

MM

I Musica Manovella saranno A SAN Nicola il 1 Giugno.

Sport - i carruozzi

Prove tecniche della futura Pista.

Pian Di Zucchero 2014 - no other team

MISSION POSSIBLE!!!!

We use cookies to improve our website and your experience when using it. Cookies used for the essential operation of the site have already been set.Utilizziamo i cookie per migliorare il nostro sito e la vostra esperienza quando lo si utilizza. Cookie utilizzati per il funzionamento essenziale del sito sono già stati impostati. To find out more about the cookies we use and how to delete them, see our privacy policy.

I accept cookies from this site.

EU Cookie Directive Module Information